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Oggetti in tartaruga dell'800 e del 900 Napoletano

Tutte le grandi civiltà,fondate sui rapporti gerarchici,sul prevalere di gruppi o ceti,quindi pure sull'ostenzione del potere, della ricchezza, del prestigio, ci hanno lasciato oggetti di lusso, segni del modo di vivere e di godersi la vita delle classi superiori.

Grande importanza veniva attribuita alla rarità ed all'aspetto dei materiali,il possesso di oggetti preziosi,in pietre rare è elemento decisivo per la individuazione dello status sociale dell'individuo. Fra i materiali più costosi vi è la tartaruga, adoperata fin dall'antichità in manufatti artistici: i romani, ma anche i cinesi e giapponesi, se ne servirono per impiallacciare mobili, a Pompei fu trovato uno flabello col manico di tartaruga ora esposto nel Museo Archeologico di Napoli. La tartaruga appartiene alla famiglia dei rettili, di questa esistono due specie: quella terrestri e quelle acquatiche di fiume o di mare. Quelle di fiume hanni squami sottili adatti a rivestire mobili mentre quelle di mare hanno squami più doppi, necessari per la realizzazione di oggetti.

Le tartarughe "Caretas caretas" si dividono in due famiglie simili: quelle dei Mar dei Caraibi e quelle dell'Africa (Madagascar) entrambe rivestite da una corazza a squame ad incastro come tegole, e di essere maculate nella parte superiore mentre il ventre e la pancia è di colore giallo.

L'artigianato della lavorazione dellla tartaruga si diffuse in Europa sin dal 1600 ma è dalla seconda metà del 700 che Napoli e Parigi si distinsero per l'originalità e la rara bellezza degli oggetti prodotti.Spesso tali oggetti erano impreziositi da madreperla oro e argento creando così una stretta collaborazione con il mondo orafo.

Dal 700 ai primi del 900 furono prodotti una grande varietà di oggetti sia d'uso come: pettini, trousse, manici di ombrello, occhiali, collane, orecchini, bracciali, spille, servizi da toilette, portasigarette, portatabacco, portacipriacerniere per borse, carnet da ballo ecc; che ornamentali come cornici, vassoi .orologi, scatole, specchi alzate e soprammobili raffiguranti per lo più animali. Oltre alla qualità della manifattura di un oggetto di tartaruga, riveste grande importana anche il colore in quanto spazia dal nero più comune al ciliegia (serise) di un rosso vivo, al chiazzato (Jaspeè) con macchie scure e dirtregolari su fondo giallo fino al rarissimo demiblonde o blonde totalmente giallo.

La realizzazione dei manufatti in tartaruga  finì a Napoli negli anni 30 quando questioni politiche non consentivano scambi commerciali con l'Inghilterra che deteneva il mercato del materiale grezzo (gli squami di tartaruga) per un certo periodo si avviò con materie plastiche già esistenti sul mercato da diversi anni quali bacalite,acetato di cellulosa e rodoide che di naturale nulla avevano.

Nel dopoguerra a scambi commerciali ripresi l'artigianato scomparve in quanto la tartaruga fu dichiarata specie protetta come lo è tutt'oggi e quindi era impossibile avere la materia prima su cui lavorare.

Ai giorni nostri è rimasto certamente intatto il fascino della tartaruga, prova ne sia la miriade di oggetti a volte anche firmati dei grandi nomi della moda che si rifanno alla dicitura "tartarugato" proponendo così materiali plasici ad imitazione dell'originale.

 

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